
← Dicono di te3 sep · 1 u 11 min
Dario Aita: «Per me la scena è la salvezza»
Ep. 150:
Dice che ha iniziato a recitare per «l'esigenza di fuggire da casa mia» e che il poter essere qualcun altro per mesi rappresenta una dolcissima dannazione che gli offre «una tregua da me stesso».
In questa intervista con Malcom Pagani, Dario Aita ripercorre le tappe della sua vita e della sua carriera: dalle radici nel quartiere palermitano di Cruillas alla fuga in pullman verso Roma a diciannove anni, guardando dal finestrino la sua vecchia vita. L'attore confessa di non aver coltivato la vocazione della recitazione fin da bambino, ma di aver trovato nel palcoscenico un luogo privo di regole e l'unica vera terapia a un'ansia cronica che descrive come «una sorta di fame». Aita svela poi con estrema lucidità numerosi retroscena sui set e sui registi incrociati nel suo percorso: dai primi passi spaesati ne "La prima linea" di Renato De Maria, dove per restare nell'inquadratura fu costretto a recitare spalla a spalla con Riccardo Scamarcio, la profonda immersione per interpretare Franco Battiato e il surreale primo incontro con Paolo Sorrentino per "Parthenope". Difendendo l'onestà intellettuale di chi sa riconoscere i progetti mediocri senza ipocrisie, Aita dice di trovare la gioia più assoluta negli occhi della figlia, il suo personale «stargate» verso un altrove.
Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices