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La tempesta AFd travolge la Germania, shock per Berlino
Si è votato ieri per il rinnovo del parlamento locale nello Stato federato della Sassonia-Anhalt, nell'est della Germania. Secondo i risultati definitivi, il partito di estrema destra Alternative für Deutschland (AfD) è al primo posto con il 43,8% dei voti, portandolo a un passo dal conquistare il potere a livello regionale per la prima volta dalla Seconda Guerra Mondiale (Guardian). Favorito da un'alta affluenza alle urne (il 76,5%), il partito anti-immigrazione vicino alla Russia ha ottenuto 39 seggi nel parlamento regionale, appena sotto la soglia dei 42 necessari per governare in autonomia (Ap). Quanto al settore automotive, il fatto che il 61% degli operai tedeschi abbia votato per AfD testimonia che la crisi di Volkswagen sia finita per diventare un potente acceleratore per il consenso del partito di estrema destra. Secondo gli analisti, infatti, il ridimensionamento del grande gruppo automobilistico avrebbe indirettamente influito sul risultato elettorale trasmettendo in primis un senso di sfiducia nella forza dell'economia tedesca e di conseguenza nei partiti tradizionali. Lo spieghiamo con Daniel Gros, direttore dell’Institute for european policy making della Bocconi.
L'Opec+ lascia invariati i livelli di produzione di petrolio
Ieri i sette Paesi Opec+, Arabia Saudita, Russia, Iraq, Kuwait, Kazakistan, Algeria e Oman, hanno deciso di mantenere inalterati i livelli di produzione richiesti per settembre e per ottobre 2026. Lo comunica una nota dell'organizzazione diffusa dopo la riunione virtuale tra i membri dell'organizzazione tenutasi per esaminare le condizioni e le prospettive del mercato globale. Si tratta di un'inversione di rotta nella strategia del cartello dopo sei mesi di aumenti, decisi a partire da marzo per fronteggiare gli effetti della chiusura dello Stretto di Hormuz. Ne parliamo con Alessandro Plateroti, Direttore editoriale UCapital.com
Borsa: vendite su Tim e Poste nella settimana decisiva per l’Opas
Oggi a Piazza Affari si accendono i riflettori sui titoli coinvolti nell’operazione tra Poste Italiane e Tim. A pesare sono soprattutto le vendite su Tim e Poste Italiane, che cedono rispettivamente il 4% e il 3,75%, proprio mentre entra nel vivo la settimana decisiva per l’Opas. Oggi l’amministratore delegato di Tim Pietro Labriola e i dirigenti con responsabilità strategiche della società hanno portato in adesione le azioni detenute all’offerta pubblica di acquisto e scambio totalitaria volontaria promossa da Poste Italiane. Lo rende noto Tim ricordando che, come già comunicato al mercato lo scorso 18 luglio, «il corrispettivo dell’offerta è stato ritenuto congruo dal punto di vista finanziario dal consiglio di amministrazione del Gruppo, che ne ha valutato positivamente il razionale e le prospettive industriali». Facciamo un'analisi con Antonella Olivieri, Il Sole 24 ore.
Casa, cresce la platea di chi vive in una casa di proprietà, specialmente fra i redditi più fragili
Continua a crescere in Italia la platea di chi vive in una casa di proprietà. Secondo l’ultima analisi di Confedilizia, tra il 2019 e il 2025 la quota è passata dal 78,8% all’82,6%. Il dato più significativo riguarda però le fasce economicamente più fragili. Nel 20% della popolazione meno abbiente, la quota di proprietari è salita dal 54% del 2019 al 60,8% del 2025: è proprio tra i redditi più bassi che negli ultimi sei anni si registra l’incremento maggiore. A crescere è anche la presenza dei giovani sul mercato della proprietà. Nel 2025 la quota dei giovani proprietari ha raggiunto il 35,8%, rispetto al 28,1% del 2019, anche sulla spinta delle agevolazioni e delle garanzie statali per gli under 36. Parallelamente si è abbassata l’età media di chi accende un mutuo per acquistare casa. Approfondiamo il tema c