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MUSK di Gibney, SERPENTI di De Paolis, BUNKER di Zeller e COMPANY di Affleck - Venezia Daily #7
<p>Settimo giorno a Venezia 2026: il documentario da 4 ore su Elon Musk che parte bene e crolla, Bardem e Cruz come coppia sposata in un film sciocco, Company di Casey Affleck inspiegabilmente in concorso e finalmente Serpenti di De Paolis. Acquista "Fare film è un inferno": https://bit.ly/InfernoUTET Musk di Alex Gibney (4 ore, produzione HBO) è appassionante nella prima parte: Gibney scandaglia ogni intervista che Musk abbia mai rilasciato e ricostruisce la carriera con rigore e ricerca. Nella seconda parte, quando entra la collaborazione con Trump e la seconda presidenza, si trasforma in un documentario di Michael Moore — condanna totale, accuse gravissime affidate a fonti non affidabili, ammassate una dopo l'altra senza approfondire nulla. Peccato enorme per una fattura altrimenti splendida.Bunker di Florian Zeller punta tutto sulla chimica reale di Bardem e Cruz, e quella funziona benissimo — la coppia sposata che litiga, si ferisce e cerca di ricucire è ricostruita perfettamente. Il film invece è sciocco: un buco nel muro del vicino diventa metafora di tutte le insicurezze contemporanee (la casa, il matrimonio, il destino del pianeta), con un Tech Bro che commissiona un bunker anti-apocalisse. Conclusioni da poco, ragionamento tenue. Più nello stile del deludente The Son che de Il padre.Company di Casey Affleck inizia bene — struttura a scatole cinesi, anni '60, una donna che racconta una storia che racconta un'altra storia ambientata nel West innevato — poi non sa cosa farne. La trama di genere che emerge non è convincente, la struttura narrativa non serve a nulla, la recitazione non è al livello standard americano. Non si capisce cosa ci faccia in concorso.Serpenti di Roberto De Paolis (scritto dai fratelli D'Innocenzo) è una commedia con un umorismo di tempi dilatati, situazioni ironiche e stranezze — un uomo che vuole confessare un femminicidio e non interessa a nessuno: Borghi il poliziotto disinteressato, Castellitto l'avvocato logorroico con teorie su come farla franca, Golino che innesca il finale. La struttura c'è, le ironie sono quelle giuste. I tempi comici però non si incastrano quasi mai — almeno visto da solo, perché in sala ridevano. Riprese e montaggio: Bianca Ferrari #FestivalDiVenezia2026 #Venezia83 #ElonMusk #JavierBardem #PenelopeCruz #MostraDelCinema #CriticaCinematografica </p>