
← PDR - Il Podcast di Daniele Rielli23. Juni · 1 Std. 18 Min.
PDR 120 – DARIO FERRARI: Come si insultano gli accademici? (versione free)
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Dario Ferrari è l’autore di uno dei casi letterari più interessanti degli ultimi anni, La ricreazione è finita (Sellerio), un romanzo che riesce nell’impresa quasi impossibile di far ridere e riflettere contemporaneamente su due mondi apparentemente distanti: la polverosa burocrazia dell’accademia italiana e la violenza politica degli anni ’70.
In questa conversazione partiamo dalla figura dell’inetto moderno — da Svevo ai trentenni di oggi “avvinghiati all'adolescenza” — per esplorare i tic, le idiosincrasie e le feroci guerre tra bande che popolano le università. Ferrari ci guida attraverso il "dizionario degli insulti accademici", spiegandoci perché sentirsi dire che il proprio lavoro è "interessante" o "affascinante" sia in realtà un attacco micidiale alla propria competenza.
Tocchiamo poi temi centrali del dibattito pubblico: la cosiddetta cancel culture e la necessità di scindere l'opera dall'artista, il diritto dell'arte di essere "immorale o cattiva" e il paradosso di un mondo intellettuale che spesso usa l’ironia e l’incompetenza come paravento per non affrontare la realtà.
Nella parte dedicata agli abbonati, entriamo nel laboratorio tecnico della scrittura: dai caratteri tipografici all'isolamento in Maremma, fino alla sfida lanciata dall'Intelligenza Artificiale ai traduttori e agli scrittori.
Dario Ferrari è l’autore di uno dei casi letterari più interessanti degli ultimi anni, La ricreazione è finita (Sellerio), un romanzo che riesce nell’impresa quasi impossibile di far ridere e riflettere contemporaneamente su due mondi apparentemente distanti: la polverosa burocrazia dell’accademia italiana e la violenza politica degli anni ’70.
In questa conversazione partiamo dalla figura dell’inetto moderno — da Svevo ai trentenni di oggi “avvinghiati all'adolescenza” — per esplorare i tic, le idiosincrasie e le feroci guerre tra bande che popolano le università. Ferrari ci guida attraverso il "dizionario degli insulti accademici", spiegandoci perché sentirsi dire che il proprio lavoro è "interessante" o "affascinante" sia in realtà un attacco micidiale alla propria competenza.
Tocchiamo poi temi centrali del dibattito pubblico: la cosiddetta cancel culture e la necessità di scindere l'opera dall'artista, il diritto dell'arte di essere "immorale o cattiva" e il paradosso di un mondo intellettuale che spesso usa l’ironia e l’incompetenza come paravento