
← Storyline6 oct · 44 min
DUNE: una storia di due film
<p>La storia di Dune al cinema è la storia di due fallimenti clamorosi che hanno cambiato tutto il cinema di fantascienza. Acquista "Fare film è un inferno": https://bit.ly/InfernoUTET Per chi volesse approfondire consiglio il film Jodorowsky's Dune e questo libro: https://www.lafeltrinelli.it/masterpiece-in-disarray-david-lynch-libro-inglese-max-evry/e/9781948221290 Nel 1974 i diritti di Dune finiscono ad Alejandro Jodorowsky, il regista surrealista cileno che aveva appena inventato il cinema di mezzanotte con El Topo e La montagna sacra. Lui non l'ha neanche letto il romanzo di Frank Herbert. Non voleva fare un adattamento: voleva fabbricare droga. Un film che aprisse le porte della percezione come l'LSD. E per farlo comincia ad assemblare quelli che chiama i suoi sette samurai: Moebius per lo storyboard, H.R. Giger per i visual del casato Arkonnen, Dan O'Bannon per gli effetti speciali, i Pink Floyd per la colonna sonora. E poi Orson Welles — trovato ristorante per ristorante a Parigi — e Salvador Dalì, pagato 100.000 dollari al minuto di schermo.Dopo due anni e due milioni di dollari spesi, quando la sceneggiatura è pronta, il film durerebbe 10 ore. La Warner si ritira. Il consorzio francese non trova chi la sostituisce. Il film non si fa. Ma quella Bibbia visiva creata da Moebius comincia a girare per gli studi di Hollywood, e da lì nasceranno Alien, Blade Runner e Terminator.I diritti passano a Dino De Laurentiis. Prima ci prova Ridley Scott — che poi li abbandona per lutto familiare e ci porta invece le idee accumulate dentro Blade Runner. Poi arriva David Lynch, fresco di nomination all'Oscar per The Elephant Man, che aveva appena rifiutato di dirigere Il ritorno dello Jedi. Lynch legge il romanzo, lo ama, firma per tre film. E poi comincia il disastro: le riprese in Messico con il 15% della troupe ogni settimana in ospedale, 1000 cappelli fatti a mano per una scena poi tagliata, l'Industrial Light & Magic sostituita con una ditta locale, e uno scontro continuo con De Laurentiis sulla luminosità del film — imposta dai distributori VHS. Il risultato: un montaggio che passa da 4 ore a 2 ore e 17 minuti a suon di tagli con l'accetta. Lynch toglie il suo nome dal film. Dice che senza meditazione trascendentale si sarebbe suicidato.Ma da quel fallimento nacque Velluto Blu. E da quel disastro Lynch capì che l'unica cosa che poteva fare era i suoi film, al suo modo, senza compromessi. A volte le lavorazioni in