
← Focus economiaavant-hier
Centro Studi Confindustria: stima Pil 2026 alzata a +1%, il 2027 resta a +0,6%
Presentato oggi il rapporto di autunno con le previsioni economiche degli economisti di via dell'Astronomia. Una crescita del pil per il 2026 all’1%, sopra le attese indicate a marzo. Un dato positivo dovuto al buon andamento dell’economia italiana nella prima metà dell’anno, al contributo del Pnrr, (+0,5 punti nel 2026, spingendo soprattutto gli investimenti), al contenuto trasferimento dei rincari energetici agli altri beni e servizi, al rincaro inferiore alle aspettative del prezzo del petrolio. Ma è una «crescita fragile, tra shock internazionali e sfide per le imprese»: nel 2027 l’economia dovrebbe rallentare e la stima per il pil si ferma allo 0,6% per effetto della debolezza della fase finale del 2026 e di un recupero solo moderato a inizio anno. È lo scenario del Rapporto di previsione del Centro studi di Confindustria. Energia, inflazione e tassi frenano la crescita. L’ipotesi alla base dello scenario è che dopo le elezioni Usa di midterm si trovi una soluzione alla guerra tra Stati Uniti e Iran, come annunciato da Trump, e che da gennaio i transiti attraverso Hormuz riprendano con normalità. Un fattore determinante, dal momento che l’energia resta «la principale vulnerabilità dell’economia italiana». Secondo il Centro studi con un Brent a circa 126 dollari al barile in media annua nel 2027, rispetto ai 75 dello scenario di base e ai 94 di quest’anno, «la crescita del pil prevista per il 2027 si potrebbe annullare». Lo stesso accadrebbe con il prezzo del petrolio in media a 115 dollari al barile e quello del gas a 89 euro mwh (invece dei 58 dello scenario base). Facciamo il punto con Alessandro Fontana, direttore del Centro studi di Confindustria.
Ex Ilva, cassa integrazione prorogata fino a giugno. È sciopero a oltranza. Meloni: «Situazione drammatica»
Terza giornata di mobilitazione in tutti gli stabilimenti dell'ex Ilva di fronte alle risposte del Governo ritenute insufficienti. A Taranto si fermano strade e impianti, a Genova gli operai piantano le tende davanti alla prefettura. Senza intenzione alcuna di rompere le righe e, anzi, con l’obiettivo dichiarato di proclamare scioperi a raffica qualora non arrivassero «risposte adeguate» dal governo. E, fin ora, quelle arrivate non sembrano essere state giudicate all’altezza. Lo sciopero nazionale in tutti gli stabilimenti dell'ex I