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Autismo: non lasciare che una diagnosi decida il tuo futuro | Intervista a Sam Mitchell

Autismo: non lasciare che una diagnosi decida il tuo futuro | Intervista a Sam Mitchell16 oct.18 min

<p>Un padre si avvicina a un tavolo durante una conferenza sul podcasting. Suo figlio ha appena ricevuto una diagnosi di autismo. È spaventato, ha mille domande e teme che il futuro del suo bambino sia già segnato.</p><p>Quindici minuti dopo, quell'uomo si commuove fino alle lacrime.</p><p>È da questo incontro che nasce una delle riflessioni più importanti di questo episodio di <em>Milly Podcast – Italiano Vero, Storie Vere</em>. </p><p>Oggi ho il piacere di ospitare <strong>Sam Mitchell</strong>, un giovane americano autistico, originario dell'Indiana, che ha trasformato la passione per il podcasting in uno strumento per sensibilizzare, raccontare e aiutare gli altri.</p><p>Sam è il fondatore e conduttore di <em>Autism Rocks and Rolls</em>, un podcast nato durante gli anni del liceo e diventato un'occasione per incontrare persone, partecipare a conferenze e portare la propria testimonianza anche oltre i confini degli Stati Uniti.</p><p>Ma il suo messaggio va ben oltre il microfono.</p><p>In questa intervista Sam ci racconta cosa significa vivere l'autismo in prima persona, affrontare le difficoltà, scoprire le proprie capacità e trovare il coraggio di costruire il proprio futuro.</p><p>Parleremo di pregiudizi, paure, opportunità, ascolto e soprattutto dell'importanza di <strong>vedere la persona prima della diagnosi</strong>.</p><p>Sam non pretende di rappresentare tutte le persone autistiche. Ci ricorda, anzi, che ogni esperienza è diversa e che nessuna diagnosi può raccontare da sola chi siamo, quali sogni abbiamo o che cosa potremo realizzare.</p><p>La sua storia è anche un messaggio prezioso per i genitori, gli insegnanti e per chiunque desideri comprendere meglio l'autismo.</p><p><br></p><p><strong>Perché una diagnosi può aiutarci a comprendere una persona, ma non dovrebbe mai diventare il confine delle sue possibilità.</strong></p><p>Ringrazio di cuore Sam per aver condiviso con noi la sua esperienza, la sua sensibilità e il suo desiderio di dare voce anche a chi troppo spesso non viene ascoltato.</p><p>E a te che ascolti vorrei lasciare una domanda: quante volte pensiamo di conoscere i limiti di qualcuno, prima ancora di aver ascoltato la sua storia?</p><p>Buon ascolto! </p><p><br></p>