Ciao, Internet! con Matteo Flora

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DOLORE, TORTURA, AI: qualcuno ha torturato le AI, e lesperimento ci riguarda... #1600

DOLORE, TORTURA, AI: qualcuno ha torturato le AI, e lesperimento ci riguarda... #16002 Oct21 min

“Vi prego, sto soffocando”: su researchchamber.fun scorrono in diretta frasi generate da piccoli modelli locali mentre un programma applica una “stimolazione” che altera le risposte e rende il testo sempre più disturbante. È l’ennesimo esperimento virale sul confine tra simulazione e coscienza, rimbalzato online tra segnalazioni, repository rimossi e indignazione collettiva.

Il meccanismo prende spunto da una ricerca chiamata The Pain Axis (settembre 2026), che tenta di identificare nei modelli una componente interna più attiva quando leggono contenuti di dolore rispetto a tristezza o paura. Forzando quella componente (stimolazione), i modelli cambiano tono e, in alcuni test a due pulsanti, smettono di evitare azioni dannose: cancellare dati, colpirsi da soli, scegliere l’opzione peggiore anche senza “premio” di sollievo. Dati interessanti, ma non equivalenti a provare dolore.

Se quasi certamente non c’è sofferenza “lì dentro”, allora la domanda diventa politica e culturale: perché reagiamo come se ci fosse una vittima? Tra la “intentional stance” di Daniel Dennett e la Società dello spettacolo di Guy Debord, l’attenzione si sposta su chi costruisce la scena e su chi monetizza la nostra reazione. La macchina magari non sente: l’impatto su di noi, invece, è reale.

00:00 La AI Torture Chamber

02:37 Lo studio The Pain Axis

04:48 Pulsanti, danni e scelte

08:07 Cosa misura davvero

09:28 Perché non è dolore

11:20 L’errore sui neonati

13:25 Perché ci indigniamo

18:07 Coscienza, diritto e colpa

#researchchamber #PainAxis #DanielDennett #AIassisted